L’antica capitale Dongola in Sudan

L’antica città di Dongola, in Sudan, era la capitale dell’antico regno nubiano di Dongola, noto anche come regno di Makuria o Makurra, che fiorì dal VI al XIV secolo d.C. come Regno cristiano per almeno 750 anni e poi musulmano dopo le incursioni dei Mamelucchi provenienti dall’Egitto all’inizio del XIV secolo d.C..

Dongola prosperò grazie all’agricoltura e alle relazioni commerciali con l’ Impero bizantino attraverso l’Egitto e i regni africani a sud e ad est; oggi, le rovine delle chiese in pietra e del palazzo reale di Old Dongola rappresentano una importante testimonianza della ricchezza di cui godeva un tempo questo misterioso regno del deserto.

L’insediamento di Old Dongola crebbe dal VI secolo d.C. e si trovava sull’ansa del fiume Nilo tra la terza e la quarta cataratta in quello che oggi è il nord del Sudan; il regno prosperò grazie all’uso della ruota idraulica, la saqia, che irrigava terreni precedentemente inadatti all’agricoltura; le colture nella regione includevano grano, orzo, miglio, datteri e viti.

Il Regno di Dongola adottò il cristianesimo melchita ortodosso a seguito di una missione originariamente inviata dall’imperatore bizantino Giustiniano I (527-565 d.C.) che giunse in quest’area tra il 540 e il 543 d.C. dopo aver attraversato l’Egitto cristiano.

Sono state rinvenute tracce che testimoniano come fossero presenti missionari cristiani nel regno prima di questa missione bizantina ma non si conosce la data precisa dell’adozione ufficiale della religione, inoltre alcune tombe indicano che alcune pratiche precristiane furono seguite fino all’era cristiana della Nubia.

Circa un secolo dopo, il regno adottò la dottrina monofisita del cristianesimo in seguito all’influenza del regno cristiano di Axum in Etiopia e di un altra missione bizantina, questa volta guidata da un vescovo Longinos che formò il clero locale.

In seguito il Patriarca di Alessandria nominerà i vescovi nel Regno di Dongola fino al medioevo.

La religione fu ulteriormente diffusa in tutto il regno attraverso l’istituzione di chiese nelle città e nei monasteri rurali.

Il VII secolo d.C. vide il regno di Dongola assorbire i vicini regni cristiani situati a nord, e forse anche a sud, formando uno stato unificato guidato dal re Merkuiros di Dongola; l’unificazione fu probabilmente una risposta alla crescente minaccia degli stati nordafricani musulmani, in particolare l’Egitto.

Sebbene i guerrieri nubiani, armati di giavellotto, spada e arco, fossero in grado di reggere il confronto e mantenere l’indipendenza del regno le pressioni aumentarono ed un grande raid musulmano nel 651 d.C., con un esercito musulmano di 5.000 uomini, aveva attaccato la capitale Old Dongola con le catapulte.

Come risultato di questo assedio, fu dichiarata una tregua e fu firmato un trattato tra Dongola ed Egitto c. 652 d.C. , noto come baqt; il trattato prevedeva che in cambio di un tributo annuale di 360 schiavi, i cristiani avrebbero ricevuto grano, stoffa e vino.

Altre norme poste nel trattato prevedevano che tutti i musulmani dovevano essere protetti mentre passavano attraverso il regno, e che a chiunque doveva essere permesso di pregare in una moschea a Old Dongola, ed infine che tutti gli schiavi in ​​fuga dovevano essere rimandati a nord; in cambio, il regno Dongola doveva essere lasciato a se stesso.

Sebbene scoppiassero alcuni conflitti minori, il trattato fu ampiamente rispettato per i successivi sei secoli e permise uno sviluppo notevole.

La pace e l’unità dei regni nubiani portarono prosperità; le reti commerciali collegavano Dongola agli stati vicini, in particolare l’Egitto, come evidenziato da un gran numero di anfore egiziane trovate nell’antica Dongola e in altri siti nubiani.

L’avorio era esportato nell’impero bizantino mentre l’oro veniva venduto in Etiopia.

Ceramiche e oggetti in vetro furono importati in grandi quantità dall’Egitto.

L’influenza bizantina su Dongola non interessava solo la religione e le relazioni commerciali, ma anche la cultura, con i benestanti residenti di Dongola che adottarono abiti bizantini con lunghe vesti colorate decorate con intricati ricami.

Anche l’amministrazione politica venne similmente modellata sulle idee bizantine con un eparca che governava le province.

Ulteriore influenza bizantina fu l’uso delle lingue greca e copta nel regno.

La stabilità di cui Dongola aveva a lungo goduto fu brutalmente distrutta dai Mamelucchi d’Egitto (1250-1517 d.C.) che attaccarono il regno nel 1276 d.C.

Iniziò un periodo difficile per la città di Dongola, la cattedrale e il palazzo della Vecchia Dongola furono convertiti in moschee nel 1317 d.C e nel XVIII secolo d.C., la rotta delle carovane fu spostata altrove e Dongola fu definitivamente abbandonata e le sue rovine lasciate alle sabbie del deserto.

Oggi si possono visitare i resti archeologici di questa importante città del passato, un sito dal fascino incredibile.