Valle dell’Omo in Etiopia

La Valle dell’Omo si trova nella zona meridionale dell’Etiopia, è un luogo magico dove si ha la sensazione di fare un salto indietro nel tempo, è un caleidoscopio di tribù ognuna con tradizioni, cerimonie, abbigliamento e modificazioni corporee uniche e differenti.

Durante il nostro viaggio avremo il privilegio di trascorrere alcuni giorni in questa terra affascinante e visiteremo alcuni villaggi tradizionali che ci permetteranno di conoscere lo stile di vita di queste popolazioni.

Principali popolazioni della Valle dell’Omo in Etiopia

Karo

I Karo sono un piccolo gruppo di circa 1500 individui, sono un popolo di pastori e conservano le loro tradizioni ancestrali.

La carattteristica principale dei Karo è la loro abilità nel body painting, in occasione di cerimonie, festività o banalmente la visita di stranieri al villaggio gli abitanti dipingono il volto ed il corpo con linee e cerchi.

I colori sono ottenuti da sostanze naturali che trovano in natura ad esempio il bianco viene ottenuto polverizzando il gesso, il rosso dalla polvere di ferro, il grigio dalla cenere ed il giallo da un minerale presente nella zona.

Anche l’acconciatura è ricercata e spesso arricchita da un piuma d’aquila che è un segno di coraggio.

Le donne Karo curano il villaggio costituito da alcune capanne in legno e delle piccole palafitte per custodire le granaglie ed il pollame durante la notte.

Le donne indossano numerose collane mentre l’abbigliamento è limitato ad un gonnellino di pelle o tessuto, gli uomini curano il bestiame e proteggono il villaggio dalle tribù rivali e dai coccodrilli che infestano il vicino fiume Omo; sono sempre armati dell’inseparabile Kalashnikov.

Mursi

I Mursi sono il popolo più iconico della Valle dell’Omo e di tutta l’Etiopia, sono immediatamente riconoscibili per via del piattello labiale indossato dalle donne Mursi.

All’interno del Parco Nazionale Mago sono presenti alcuni villaggi Mursi, entrando nel parco si ha la possibilità di avvistare alcune antilopi mentre leoni e altri predatori, seppur presenti, sono praticamente impossibili da avvistare a causa della fitta vegetazione.

I Mursi sono tra i popoli più caratteristici che incontreremo nel nostro viaggio da Città del Capo al Cairo, sono un popolo di agricoltori e allevatori e sono conosciuti come guerrieri particolarmente forti e temibili.

Tra gli status sociali un ruolo di rilievo hanno i capi di bestiame posseduti e il kalashnikov che sono anche elementi imprescindibili per un uomo che vuole trovare una moglie.

Le donne indossano solamente una gonna ornata di perline e sfoggiano elaborati copricapi ed il piattello labiale che indossano durante le cerimonie o durante la visita di un ospite importante.

Le scarificazioni sono un elemento molto presente nella cultura Mursi, sia uomini che donne sfoggiano elaborate scarificazioni che sono un elemento per apparire attraenti agli occhi di un possibile partner, per gli uomini una scarificazione potrebbe significare anche il coraggio dimostrato in battaglia o l’uccisione di un animale feroce.

La cura del proprio aspetto è una caratteristica dei Mursi che utilizzano numerosi bracciali, collane e cavigliere oltre a piume, conchiglie e zanne di facocero.

Hamer

Gli Hamer sono una tribù molto socievole e non aggressiva, sono dediti alla pastorizia ma cercano di coltivare piccoli appezzamenti di terreno, sono anche ottimi apicoltori.

Gli Hamer sono un popolo interessante per i loro abiti tradizionali e per le acconciature particolarmente elaborate ed appariscenti sia degli uomini che delle donne.

Le donne portano capelli a caschetto lunghi fino alla base del collo, i capelli sono raccolti in treccine sottili impastate con una miscela di resina e polvere color ocra che conferisce all’acconciatura un bellissimo color rosso rame.

Altro elemento caratteristico degli Hamer sono le scarificazioni sul corpo, di cui vanno molto fieri, i tagli vengono praticai in ogni zona del corpo e mentre la ferita è aperta la cospargono di cenere per creare cicatrici più evidenti.

Gli accessori indossati da uomini e donne sono molti e di buona fattura, le donne indossano pesanti collane che stanno ad indicare il loro ruolo all’interno della famiglia, la prima moglie indosserà infatti una collana che presenta un evidente cilindro mentre le altre mogli indossano altre collane più semplici.

Il rito di passaggio all’età adulta, il Salto del Toro, è una cerimonia molto interessante e a cui, con un po di fortuna, avremo la possibilità di assistere.

I giovani iniziandi devono dimostrare il loro coraggio e forza fisica saltando sul dorso di una fila di tori, solitamente dai 7 ai 10 capi, correndo sulle groppe dei tori senza cadere; devono ripetere la prestazione almeno quattro volte.

La cerimonia coinvolge tutto il villaggio che si riunisce in un luogo definito e da vita ad una serie di cerimonie e rituali che durano tutto il giorno fino al tramonto quando il salto dell’iniziando a avrà luogo.

Konso

I Konso sono un popolo dai lineamenti marcati, occhi leggermente a mandorla e un corpo alto e snello, gli uomini portano sempre un coltello e un bastone/lancia mentre le donne sono ornate con una grande quantità di monili.

Il popolo Konso è famoso per i loro villaggi fortificati e per i terreni coltivati sulle colline grazie alla costruzione di terrazzamenti che l’Unesco ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità.

Il villaggio tradizionale presenta un muro perimetrale molto massiccio, si accede all’interno del villaggio attraverso monumentali ingressi realizzati con grossi blocchi di pietra e tronchi, il muro a difesa del villaggio nasconde un dedalo di viuzze che corrono tra recinti più piccoli che delimitano le singole unità abitative formate da due o più capanne e pollai o stalle.

Ogni famiglia costruisce il proprio compound recintato e man mano che i villaggi si espandono si rende necessario costruire un nuovo muro perimetrale difensivo esterno, il risultato sono villaggi che presentano fino a cinque muri difensivi sempre più grandi.

Orientarsi all’interno del villaggio non è semplice e ci si perde facilmente.

I Konso seguono antiche tradizioni pagane, credono in una divinità creatrice che pregano in speciali capanne comune realizzate all’interno del villaggio, praticano rituali tradizionali e ricordano i morti co totem di legno chiamati waqa che rappresentano l’eroe della famiglia sua la moglie e, di dimensioni più piccole, i nemici o gli animali pericolosi che ha ucciso.