Pammukale
La pioggia ha accompagnato il nostro sonno fino alla sveglia. Le scarpe, dimenticate fuori, sono ormai un piccolo acquario turco. Sgonfiare il materassino, arrotolare il sacco a pelo e la coperta di lana. Smontare di fretta la tenda completamente zuppa e arrotolarla nella borsa tra fango e gelo. Si fa colazione nel truck. Non c’è modo di stare all’aperto. Il sole è già in piedi da un pezzo, ma non ci degna neanche di uno spicchio. Grigio, grigio, grigio in ogni direzione. Pioggia e nebbia. Fango e pozzanghere. Si riparte! Salto nella cabina di pilotaggio e mi salvo dal gelo che incontriamo lungo la strada. Visibilità ridotta a 200metri, poi 100m e infine meno di 50. A tratti l’acqua di ferma ma il tempo non accenna a migliorare. Per l’ora di pranzo arriviamo a Pammukale dove dopo un semplice pranzo con Mark, cominciamo a cercare qualche posto per dormire. Giochiamo un po’ al ribasso e alla fine troviamo un ottima pensione per sette euro a persona. Un tè bollente ammirando il sito archeologico della zona, qualche lavoro al truck e la notte è gia arrivata. Fuori fa veramente freddo e non rimane che rifugiarsi nel salone, vicino alla stufa e mangiare qualcosa.

