Okavango Delta trip

Dopo più di 1 ora di sabbia e canali da guadare giungiamo finalmente al punto di partenza dei Mokoro. Mokoro è la tipica imbarcazione in uso dalla gente che popola queste terre e che si deve muovere tra le acque del delta. Sei mesi circa si lavoro per abbattere un sousage tree  e trasformarlo in una piccola imbarcazione di legno molto simile ad una canoa. Ad aspettarci ci sono una decina di locali, pronti ad accompagnarci lungo le acque. Ogni mokoro viene spinto da una persone con un lungo legno che affonda prima dell’acqua e poi nel fondo per spingere, con una particolare tecnica, due persone e un paio di zaiini. Caricati tutti i mokoro con anche le attrezzature da campeggio, inizia realmente questa esperienza. La navigazione è estremamente rilassante, si ascoltano sono il rumore degli animali e i locali che chiacchierano tra di loro in un linguaggio che a volte appare musicale.

Dopo quasi 2 ore arriviamo in una zona spaziosa tra gli alberi dove possiamo accamparci, sarà il nostro campo base. Un grande fuoco al centro ci farà compagnia per tutto il tempo, utile per la cucina da campo e per tener lontano gli animali più pericolosi. La vegetazione in acqua è fantastica, acque limpide dal quale possiamo bere, un numero indefinito di libellule di tutti i colori vola tra queste piante e un paio di ippopotami ci ricordano la loro presenza emettendo suoni di ogni tipo. L’indomani affrontiamo una lunga camminata a piedi ci circa 4 ore  alla ricerca degli animali che invece popolano la parte di terra che divide i rami del delta. In cerca delle orme, per capire in che direzione si sono mossi nella notte, controllati dall’alto da uccelli di ogni tipo, ci ritroviamo in una piccola radura piena di cespugli dietro i quali si apre una piccola vallata di savana piena di zebre, baciate dal primo sole che sta nascendo. Poi giraffe, gnu, antilopi… siamo con loro, a due passi, sentiamo la loro tensione per la paura di essere attaccati, per la paura di essere osservati da animali in caccia. Un movimento rapido o un rumore maldestro e tutto il branco che comincia la sua corsa. Noti il maschio dominante, che si mette a protezione del gruppo o dei più piccoli, oppure la madre premurosa che invita i suo cuccioli a muoversi, sbattendo il muso sulle loro zampe posteriori. Poi mentre torniamo al campo, avvisto tre elefanti, così molto lentamente e con timore li aggiriamo per non far sentir loro il nostro odore e ci avviciniamo per osservarli meglio… Scattata qualche foto, si torna al campo. In serata un memorabile tramonto, accompagnati ancora una volta dai mokoro che ci portano in una zona un più profonda dove sono presenti tantissimi ippopotami: sbuffi d’acqua, sbadigli, qualche accenno di lotta per una femmina… uno spettacolo della natura mentre le acque si colorano di rosso fuoco, grazie al sole, che qui crea dei giochi tra luce ed acqua veramente fantastici. L’ultima notte la passiamo a guardare i locali cantare e ballare intorno al fuoco. Un esperienza bellisima! Si riparte per la prossima…