Last bush camp

Senza precipitarsi troppo inizia la giornata. Una colazione molto ricca inclusa nel pernottamento della pensione e si riparte lasciandosi alle spalle un nuovo affascinante posto. Ormai impossibile ricordare e contare ogni luogo e ogni posto che ho scoperto in questo lungo viaggio. La giornata è lunga e maciniamo tanti chilometri tra un toilet stop e un pranzo veloce in un area di sosta particolarmente “expensive”. E’ chiaro che ormai i prezzi africani sono finiti e ci stiamo avvicinando sempre di più al costo della vita dei paesi in cui viviamo. La benzina ha prezzi da far paura e maggiori a quelli italiani, snack e spuntini lungo il percorso costano sempre di più e si cerca di risparmiare un po’, magari per il prossimo viaggio. La mentalità è quella; chi affronta queste lunghe avventure, non fa altro che pensare alla prossima. E’ l’essenza del viaggio: sognare, programmare, attendere, vivere e sognare ancora… Mentre i pensieri scorrono insieme all’asfalto il tempo si fa sempre più grigio e nel frattempo la notte si avvicina. Troviamo una vecchia stazione di benzina abbandonata proprio ai piedi di una foresta. Gli uffici hanno ormai tutte le finestre distrutte.

Vetri e pezzi di legno un po’ ovunque, ma il fascino del posto è irresistibile. Il truck si parcheggia, in pochi minuti creiamo una immensa pila di legna, le sedie in cerchio e il fuoco dà il via alla serata. Ultimo bush camp… la temperatura scende a tratti sotto lo zero. Il falò è immenso, gustiamo una minestra calda di verdure, quattro chiacchere in compagnia e si va in tenda… La temperatura sembra salire ma durante la notte comincia la pioggia, prima leggera, poi continua e pesante… Il suono delle gocce accompagna il sonno dell’ultima volta… Good Night