La mia avventura africana!

Contandoli rapidamente mi risultano 146 giorni… che cosa sono o cosa sono stati? Questa forse è la domanda più importante e più difficile al quale rispondere. Ho tante di quelle immagini e momenti nella mia mente che solo vederle scorrere nei miei pensieri mi fa venire il mal di testa. Situazioni incredibili, a volte al limite del surreale, qualche piccola difficoltà, veramente irrisoria davanti all’incredibile ed immensa sensazione di felicità che mi ha trasportato in tutto questo periodo. Per prima cosa, ho conosciute persone stupende, sono state la mia famiglia per tanto tempo e mi hanno accompagnato in questa avventura ogni giorno, ogni sera, ogni notte. Persone che inizialmente neanche capivo, la mia lingua era troppo diversa dalla loro e il mio inglese troppo scarso per stargli dietro. Ma a volte bastano i gesti e da i gesti si possono imparare le parole e cominciando ad imparare le parole si inizia a comunicare. Così ogni giorno ho scoperto parte di loro e della loro vita.

Le loro motivazioni e i loro pensieri. Qualcuno mi rimarrà veramente nel cuore per tutta la vita, qualcun altro sarà stato un ottimo compagno di viaggio, ma indiscutibilmente sono stati la mia immensa famiglia africana. Poi ci sono i nostri figli e i nostri parenti: tutti quei bambini dallo sguardo di pietra che abbiamo osservato lungo il percorso. I loro giochi, i loro infiniti sorrisi, i loro benvenuti e i loro scherzi. I bambini infondo sono il futuro ed in un continente dove non fanno che morire la crudeltà ti fa capire che andando avanti così, non c’è futuro! Etnie diverse, uomini e donne di ogni tipo, religione, colore ed estrazione sociale. Il vecchio del villaggio, che ormai non vede più con i suoi occhi ma mostra a tutti la via con la sua esperienza e maturità. La donna seduta nella polvere ad allattare la sua vita, che con tanta dignità alza la sua mano per mostrare il suo saluto. Un pallone che rotola e dietro a lui centinaia di persone che lo rincorrono. Il pozzo dal quale si ricava l’acqua e ancora centinaia di persone a raccogliere l’unica cosa che a volte li tiene in vita. Le scassatissime macchine, i carri trainati da ogni tipo di animale e a volte da persone, le biciclette senza gomme, i tricicli dei mutilati, gli autobus locali e le migliaia di persone sempre in cammino verso chissà dove. Troveranno mai la via? Arriveranno dove vogliono arrivare? Troveranno quello che cercano? Non è importante finché resteranno in cammino. I colori intensi della natura, dal verde della vegetazione, al blu del mare profondo, il giallo della savana e della sabbia del deserto; il rosso delle rocce, di albe e tramonti. Il profumo della pioggia che si annuncia prima di veder le nuvole, gli odori per la strada, camminando nei villaggi. I terribili odori dei bagni africani e gli amabili profumi del nulla. La natura e i suoi profumi, le stagioni e i suoi profumi. Gli incredibili odori delle cucine. Il cibo e le sue spezie, le sue varietà e i suoi gusti. A volte forti e decisi, altre sottili e impercettibili. Gli animali, di ogni tipo, forma e grandezza. Il loro fascino, la loro forza e potenza, la loro fragilità e piccolezza. Poi ci sono i luoghi incredibili, le perle, i paradisi terrestri. Quei posti al quale non credi prima di vederli e ci credi ancora di meno una volta visti. I luoghi che ti fanno rimanere senza fiato. Le notti sotto le stelle, le notti a dormire all’aria aperta, le corse nel deserto, i discorso intorno al fuoco. La mia tenda è stata la mia casa per molto tempo, a volte ho dormito senza di lei, a volte è stata circondata da animali pericoli e sradicata dal vento. Mi ha protetto dal caldo e dal gelo, dalla pioggia, dalla neve e dalla sabbia. Ho riso di cuore, ho corso per la felicità, ho pianto di gioia, ho urlato per liberare ogni mia passione. Ho sofferto per la malaria, mi sono scavato la pelle con il mio stesso coltello per disinfettare ferite o punture. Ho giocato a calcio sulla spiaggia con i piedi sanguinanti da tagli e abrasioni. Ma alla fine di ognuna di queste giornate mi sono addormentato con il sorrise e felice di vivere. Mi sono addormentato ogni sera dopo pochi istanti che chiudevo la zip del mio sacco a pelo. Senza cattivi pensieri, senza preoccupazioni ma solamente ricco. La mia avventura africana è ricchezza! Ricchezza nella vista, nel tatto e nell’olfatto, ricchezza dopo aver ascoltato, ricchezza dopo aver assaggiato… Ricchezza dei sensi… ma anche ricchezza nel cuore e nell’anima, nelle sensazioni, passioni e sospiri. Mi sento ricco! Mi sento vivo! Mi sento vero! Mi sento parte del mio cammino, parte delle mie scelte e delle mie giornate. Vissute in libertà, a modo mio, scrivendo il mio futuro in ogni momento! Ho imparato tanto, molto di più di quanto può insegnare una maestra o un collega o un computer. Molto di può di quanto ci sa dire Dio. Ho imparato ad apprezzare tante cose a volte impercettibili ma che fanno la differenza. Che cosa sono o cosa sono stati? Libertà, la più grande ricchezza che un uomo può avere.

Dedicato a te…