I'm nomad

Si parte…si parte davvero…. Alle 6 del mattino siamo tutti pronti e carichi per cominciare l’avventura. Il sole ancora non si vede da queste parti e dopo aver sistemato le cose, abbiamo il tempo di un caffe al bar visto che manca ancora una ragazza giapponese all’appello. L’attesa continua e alla fine Mark, il pilota, decide di partire. I km da fare sono molti e nei prossimi 3 giorni non faremo altro che bruciare km su km per raggiungere subito il Botswana. Imbocchiamo l’N7 subito fuori Cape Town e via di corsa verso nord. Ho già percorso questi km nel senso opposto in un mio vecchio viaggio ma il fascino di queste distese inteminabili è incredibile. Il nulla che compiace, il nulla che piace, distese infinite che di tanto in tanto cambiano colore.  Dal verde alla roccia, poi i laghi, la sabbia, la terra rossa. Ore e ore che passano senza noia, tra una lettura, qualche chiacchera con i componenti del gruppo e qualche toilet stop ognitanto.  Siamo in 16 sul camion, un miscuglio di nazionalità, etnie e sessi, che imparerò a conoscere lungo il percorso.

Il solo comincia a diventare tiepido e noi siamo ancora lungo la strada. Siamo ormai quasi al confine con la Namibia ma dobiamo trovare un riparo per la notte… Di colpo il camion si ferma, incuriosito mi alzo per guardarmi intorno e davanti a me si apre la vista di una distesa infinita di pietre e piccoli cespugli… Un posto dimenticato dal mondo, ma proprio per questo carico di un fascino speciale. Mark ha avvistato una zona in cui possiamo dormire. Inversioni di marcia, un centinaio di metri e sulla nostra sinistra, a circa 100 metri dalla strada che percorrevamo ci sono due alberi appesantiti dalle foglie e dai nidi di uccelli, che quasi gli fanno toccare terra con i rami. Il truck ci si infila sotto e iniziano i preparativi per la prima notte di bush camp. I ragazzi che hanno viaggiato fino ad ora, essendo più esperti ci illustrano il da farsi. Montiamo le tende, si attrezza la cucina da campo e mentre ascoltiamo il primo briefing il sole cala definitivamente accendendo una miriade di stelle, nonostante la luna sia intensamente illuminata. Il freddo non tarda ad arrivare, mangiamo, quattro chiacchere davanti al fuoco  ed è ora di andare a riposare. Domani ci si sveglia con il buio per arrivare il prima possibile al confine e macinare altri km. Uno sguardo intorno a me, in lontananza  passa qualche camion diretto a nord… poi il silenzio della nutara, now I’m Nomad.