Harare, capitale di un paese che non ti aspetti
Il paese che non ti aspetti… Dopo la solita sveglia all’alba, riusciamo a raggiungere la capitale subito dopo l’ora di pranzo. Il percorso che ci porta allo Small World Backpackers è un susseguirsi di saluti e sorrisi della gente che ci vede passare. Fuori dalla città colori affascinanti e contrasti tra la povertà della polvere e la ricchezza del cemento. La città non offre molte attrazioni, ma ne rimango affascinato ugualmente. Una grande città che non mi aspetto, che non conosco. Nel centro cittadino grattacieli e negozi di ogni tipo; i tempi sono quelli africani, così come il traffico e la gente che popola i marciapiedi. Sembra di essere in America negli anni 20… Questo paese affascinante si è trasformato in un economia basata sul dollaro e il costo della vita è assolutamente più alto rispetto agli altri paese che abbiamo visitato. La moneta locale, ormai difficilmente trovabile offre pezzi da 1,2 e 5 bilioni… leggere tutti quegli zeri su una banconota fa sorridere, ma anche lo specchio di una società che è effettivamente indietro rispetto a quelle europee.
Nonostante questo è sempre la gente che affascina, gli odori speziati nelle vie dove vendono cibo, così come vedere passare vecchissimi e lunghissimi bus carichi di persone e oggetto di ogni tipo, anche sul soffitto. Nel frattempo, abbiamo richiesto e ottenuto i visti per entrare in Zambia… da domani ci si rimette in marcia per raggiungere le Victoria Falls, una delle attrazioni naturali più famose di tutta l’Africa. Questa sera è il mio turno in cucina… Amatriciana con prodotti locali, e pasta al sugo semplice per le tre ragazze vegetariane… speriamo bene! J

