Botswana-Zimbabwe border

Dopo aver lasciato le terre bagnate del Botswana ci spostiamo verso il confine con lo Zimbabwe dove in un paio di giorni dovremo raggiungere Harare, la capitale. Dopo aver campeggiato lungo la strada, stamattina la sveglia sempre prestissimo, una colazione a base di tè e frutta, dopo una notte piuttosto fredda. Siamo di nuovo su gomma per percorrere circa 250 km per raggiungere il confine. Ai bordi della strada qualcosa comincia a cambiare… formazioni rocciose che spuntano in mezzo alla savana, attirano la mia attenzione. Gli stessi colori che ci circondano diventano sempre più contrastati. Il giallo della sterpaglia e il nero della terra bruciata ci accompagnano fino al border. Qui stavolta, ci aspetta una procedura un po’ più macchinosa per ottenere il visto di ingresso. I tempi dei doganieri sono più lenti e tra un sorriso e una chiacchera in circa 45 minuti riusciamo a riprendere la marcia in questo nuovo paese. In pochi km incontriamo un paio di posti di blocco della polizia, ma tutto fila liscio senza troppi problemi. Ai bordi dell’asfalto tante piccole capanne fatte di fango e paglia, una ferrovia monorotaia che ci accompagna per tutto il viaggio.

La gente è molto cordiale e ci saluta con affetto e calore ogni volta che si accorgono del nostro passaggio. Passiamo dentro una città un più grande del solito. Tanti sorrisi, tanto traffico ma anche la sorpresa di questo Zimbabwe che non mi aspettavo, ma che sembra veramente bello. Colori e persone che già sono entrate nel mio cuore. Anche stanotte, ci aspetta un accampamento lungo la strada e così si ripete il rito. Il sole che scende e accende la sua palla di fuoco e noi che montiamo le tende e prepariamo la cena… Qui siamo su un altopiano di 1200m circa… ci aspetta una notte di freddo!!