Gabriele Ferrazzi's blog

La mia avventura africana!

Contandoli rapidamente mi risultano 146 giorni… che cosa sono o cosa sono stati? Questa forse è la domanda più importante e più difficile al quale rispondere. Ho tante di quelle immagini e momenti nella mia mente che solo vederle scorrere nei miei pensieri mi fa venire il mal di testa. Situazioni incredibili, a volte al limite del surreale, qualche piccola difficoltà, veramente irrisoria davanti all’incredibile ed immensa sensazione di felicità che mi ha trasportato in tutto questo periodo. Per prima cosa, ho conosciute persone stupende, sono state la mia famiglia per tanto tempo e mi hanno accompagnato in questa avventura ogni giorno, ogni sera, ogni notte. Persone che inizialmente neanche capivo, la mia lingua era troppo diversa dalla loro e il mio inglese troppo scarso per stargli dietro. Ma a volte bastano i gesti e da i gesti si possono imparare le parole e cominciando ad imparare le parole si inizia a comunicare. Così ogni giorno ho scoperto parte di loro e della loro vita.

La leggenda...

E’ il giorno fatidico, è ufficialmente il giorno in cui si chiude il nostro lungo percorso da Cape Town a Istanbul. Sarò di ritorno l’8 gennaio sera ma è oggi che finisce la storia magnifica di questo viaggio. Ci sarà tempo per riflettere e commentare tutto questo. Ci sarà modo di capire quanto e come arricchito ne torno… ma voglio concludere con un racconto, forse una legenda, probabilmente una fiaba, che mi accompagna da quando sono bambino. Ed è da allora che sogno di arrivare in quel posto per poterla raccontare veramente: <<Come  ogni estate ero alla ricerca del pesce perfetto. Si perché quando ero giovane, ero un grande pescatore e di me si parlava in tutto il mondo. Ogni bambino, in ogni angolo del pianeta ascoltava i racconti delle mie avventure sottomarine. Mi trovavo nella famosa baia di Istanbul, lì dove immense navi percorrono le acque che dividono Mediterraneo e mar Nero. Mentre sul bordo della spiaggia mi preparavo, cercavo di rilassarmi e di respirare lentamente. Una volta messa la muta, indossate le pinne e la maschera… via nelle acque…

Rain's day

Ultimi giorni di viaggio e ieri sera qualcuno ci ha già lasciato per continuare la sua strada. Dopo il capodanno ci siamo tutti riposati per recuperare le forze e c’è la vaga sensazione nell’aria che tutto stia svanendo. Tanti mesi di viaggio insieme, scoprirsi lentamente, tante avventure, nuovi passeggeri lungo il nostro percorso. Siamo al penultimo spostamento con il truck prima di raggiungere Istanbul. Lasciamo Selçuk al mattino presto per circa 7 ore di viaggio. Non ho dormito molto bene, preso dai miei pensieri e dalla pioggia battente che è caduta in nottata. Fuori è mattino ma è tutto ancora molto buio e grigio. Dopo la colazione saliamo sul camion e le tante ore su asfalto sono ancora accompagnate dalla pioggia. Ci avviciniamo al mare, quasi lo possiamo toccare dal finestrino. Manca veramente poco. Speriamo che questa pioggia smetta di tormentarci. Poi arriva il momento di lasciare il medio oriente per tornare in Europa dopo tanti mesi. Ci imbarchiamo su una nave… e si naviga nel vento e nella pioggia… alla nostre spalle tutto il nostro viaggio… davanti a noi l’Europa… Un grosso respiro, non mi sento ancora pronto.